BRUXISMO E MALATTIE REUMATICHE: QUALI SONO LE CORRELAZIONI

Il bruxismo è una condizione frequente e nella pratica clinica odontoiatrica negli ultimi tempi ha acquisito un ruolo sempre più centrale nella valutazione dei pazienti con dolore orofacciale.

Una ricerca condotta presso la Jagiellonian Univerity Medical College di Cracovia, Polonia, pubblicata sulla rivista scientifica Rheumatology International, ha studiato in modo sistemico una possibile correlazione tra il bruxismo e le malattie reumatiche infiammatorie.

L’obiettivo dello studio è quello di chiarire se malattie reumatiche infiammatorie e bruxismo possano influenzarsi a vicenda e quali siano le conseguenze cliniche.

Bruxismo: di cosa si tratta?

Il bruxismo è una condizione involontaria che coinvolge i muscoli masticatori, che porta a un serramento o digrignamento dei denti che può avvenire sia durante le ore dedicate al sonno che nelle ore diurne. Dal punto di vista odontoiatrico, il bruxismo rappresenta un importante fattore di rischio per:

  • usura dentale;
  • frattura dentale;
  • ipersensibilità dentale;
  • disturbi dell’articolazione temporomandibolare.

La diagnosi può essere complessa perchè si basa sull’integrazione tra segni clinici, sintomi riferiti dal paziente e valutazione funzionale.

Che cosa sono le malattie reumatiche infiammatorie?

Le malattie reumatiche infiammatorie, come ad esempio l’artrite reumatoide, sono patologie sistemiche caratterizzate da un’infiammazione cronica delle articolazioni. Nello specifico, in una parte dei pazienti può essere anche coinvolta l’articolazione temporomandibolare, con dolore, limitazione funzionale e alterazioni strutturali.

Correlazione tra bruxismo e malattie reumatiche

La ricerca analizza la possibile associazione tra bruxismo e malattie reumatiche infiammatorie. Da un lato, i risultati evidenziano che i pazienti reumatici presentano più frequentemente dolore orofacciale e segni compatibili con il bruxismo. Dall’altro, non è stato chiarito se il bruxismo abbia ruolo di causa o effetto dell’infiammazione articolare. 

Questi risultati mettono in evidenza la necessità di un approccio diagnostico più ampio.

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