EROSIONE DENTALE: UNA PROBLEMATICA IN CRESCITA
L’erosione dentale è una condizione sempre più frequente e può interessare anche pazienti con ottimi livelli di igiene orale.
Si è osservato con chiarezza che nessun paziente possa considerarsi realmente al riparo dal rischio, soprattutto in base a specifici comportamenti dietetici o abitudini quotidiane.
Nuove evidenze scientifiche: sportivi a rischio
Dalle ultime ricerche è emerso che chi pratica attività sportiva ha un livello di disidratazione più alto una riduzione fisiologica del flusso salivare, entrambe condizioni che possono aumentare la vulnerabilità dello smalto ai processi erosivi. Chi svolge attività come il nuoto, quindi a contatto prolungato con acqua clorata, avrà più probabilità di usura e degradazione acida della superficie del dente, poichè il cloro è un elemento che nuoce allo smalto.
Anche i paradenti utilizzati negli sport da contatto possono avere un ruolo nel potenziare il rischio di erosione: l’accumulo e il ristagno di acidi all’interno del dispositivo, a maggior ragione se usato per tempi prolungati, favoriscono processi di demineralizzazione dello smalto.
Altri fattori possono contribuire all’erosione dentale nella vita di uno sportivo, come il reflusso gastroesofageo indotto dall’attività sportiva e il consumo regolare di energy drinks che contengono acidi che danneggiano lo smalto.
Erosione dentale: di cosa si tratta
L’erosione dentale è la perdita dei tessuti duri del dente dovuta all’azione chimica di acidi non mediata dai batteri. Questa condizione clinica è sempre più frequente e molto sottovalutata. La diffusione di abitudini alimentari e stili di vita che favoriscono l’esposizione acida ne spiegano l’aumento. Sono dunque necessari diagnosi precoci e protocolli di prevenzione tempestivi.


Diagnosi di erosione dentale
L’erosione dentale si deve distinguere dalle altre forme di usura dentale come l’attrito l’abfrazione e l’abrasione. L’erosione intrinseca interessa inizialmente le superfici palatali e quelle linguali, parti non coinvolte da altri meccanismi di usura, mentre quella estrinseca è evidente anche vestibolarmente. Se non diagnostica in tempo, l’erosione da DNA evolve in maniera rapida con conseguenze estetiche e funzionali notevoli e con lo sviluppo di una sensibilità dentinale altamente invalidante.
Prevenzione: strumenti utili
La prevenzione rappresenta il fulcro terapeutico: lo scopo è ridurre l’acidità del cavo orale, contrastare la demineralizzazione e favorire, dove possibile, la remineralizzazione. Sarebbe ottimale riuscire ad agire sulle lesioni nelle fasi iniziali, in modo da regolare l’uso di alcuni principi attivi favorendo maggiori benefici, come ad esempio, usando dentifrici e collutori in grado di formare una pellicola protettiva sul dente o usando prodotti che contengono fluoro.
