DOLORE DENTALE NEI BAMBINI: COME E QUANDO RICORREI AI FARMACI
Un team di ricercatori, dell’università di Chieti-Pescara, ha esaminato la gestione farmacologica della pulpite nei bambini attraverso una revisione sistematica della letteratura, selezionando 17 studi pubblicati tra il 2012 e il 2022 (ricerca pubblicata su EJPD)
Il gruppo di studio si è concentrato sull’uso di farmaci analgesici, uso degli antibiotici e impatto della prevenzione. Lo studio procura indicazioni utili per un approccio clinico aggiornato.
Farmaci: efficacia, dosaggi e sinergie
Secondo i dati raccolti dai ricercatori, ibuprofene e paracetamolo restano i cardini della terapia del dolore odontoiatrico nei bambini. L’ibuprofene si conferma più risolutivo per il dolore infiammatorio grazie all’azione antiprostaglandinica, mentre il paracetamolo agisce a livello centrale.
La combinazione a dose fissa dei due farmaci è risultata interessante nell’ottica di ridurre la dose di FANS ma servono ulteriori studi per validarne l’uso sistematico in odontoiatria.
Antibiotici e oppiodi: quando evitarne l’uso
L’uso di antibiotici in caso di dolore, senza segni di infezione sistemica, è fortemente sconsigliato; dai dati risulta che una porzione di dentisti italiani continua a prescriverli senza pulpiti e senza nessuna indicazione clinica. I ricercatori rimarcano la necessità di un uso razionale, riservato solo in casi di complicanze locali o sistemiche.
Inoltre, la ricerca mette in luce come gli oppiodi siano del tutto inappropriati in età pediatrica, soprattutto al di sotto dei 12 anni d’età, a causa degli alti rischi neurologici.
Al momento, Amoxicillina/acido clavulanico rimane il farmaco su cui ricade la prima scelta in caso di necessità terapeutica.


Dolore e prevenzione: un legame da sfruttare al meglio
In conclusione, i ricercatori rimarcano che la prevenzione resta l’arma migliore e più efficace contro il dolore dentale nei bambini. Alla base della maggior parte dei casi di pulpite ci sono carie non trattate, scarsa igiene orale, scarsa educazioni sanitaria, traumi non curati.
Un approccio positivo inizia fin da piccoli con visite precoci, utilizzo di strumenti di valutazione del dolore adeguati all’età e formazione mirata ai genitori.
Un dolore che viene gestito male durante la prima infanzia, può creare “memoria del dolore” e predisporre a risposte alterate durante la crescita.
