PARODONTITE APICALE: IL RUOLO DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Una ricerca del King’s College London, pubblicata sull’ International Endodontic Journal, ha esaminato in modo sistematico la relazione tra malattie autoimmuni e prevalenza e guarigione della parodontite apicale. La ricerca affronta la tematica su quanto incide uno stato immunitario compromesso sulla prognosi delle terapie ortodontiche.

Parodontite apicale nei pazienti immunocompromessi

La parodontite apicale rappresenta una risposta infiammatoria cronica alla presenza di microrganismi nei canali radicolari. Nel maggior numero di casi, il trattamento endodontico porta a una regressione completa della lesione e alla rigenerazione dei tessuti periapicali. Ciononostante, nei pazienti affetti da patologie autoimmuni il quadro si complica. Questi pazienti, spesso trattati con farmaci immunosoppressori o biologici, possono manifestare una risposta alterata alla terapia canalare e tempi di guarigione più lunghi o incerti.

Le terapie sui pazienti con malattie autoimmuni

Dalla ricerca è emerso che i pazienti con patologie autoimmuni presentano una maggiore prevalenza di lesioni apicali rispetto alla norma. Inoltre, i risultati delle terapie endodontiche in questi individui mostrano una tendenza alla guarigione più lenta e, in alcune occasioni, alla recidiva della lesione.

Fare valutazioni approfondite per pazienti immunocompromessi

Per il successo della terapia della parodontite apicale è importante svolgere una valutazione medica approfondita nei pazienti affetti da patologie autoimmuni, soprattutto durante la fase diagnostica e nella pianificazione terapeutica. Inoltre, è consigliabile un follow-up radiografico ravvicinato, fare maggiore attenzione alla detersione apicale e collaborare con altri specialisti di immunologia per adattare la terapia.

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